Signori A La Grange,
scrivo questo post nella speranza che Michele o qualcuno dei suoi compagni passi ancora da queste parti, con la certezza di esprimere un pensiero condiviso con il mister e con il ragionevole dubbio di interpretare la visione di tutta la squadra e della sua meravigliosa tifoseria.
Il concetto che intendo comunicare è molto semplice: è ora di finirla.
Chi ha scritto su questo sito, post o commenti, ha esposto, in modo civile ed educato, le ragioni e i punti di vista individuali o della propria squadra. Probabilmente ragionando in astratto ci saremmo trovati più d’accordo di quanto non sia successo discutendo di casi specifici, con il contorno di emotività che questi hanno generato, ma tant’è, invece, abbiamo parlato di due partite e di episodi concreti che ci hanno coinvolto. Credo sia apprezzabile il fatto che i toni ed i ragionamenti siano rimasti sempre dentro certi confini e credo altrettanto sia evidente che a confrontarsi su entrambi i fronti siano persone che condividono alcune idee di base come il rispetto e la sportività, anche se poi magari l’attribuzione di alcuni fatti a queste categorie non è sempre completamente congruente.
Siamo rimasti molto amareggiati per l’epilogo della nostra sfida, abbiamo espresso il nostro punto di vista su alcuni eventi determinanti con un’enfasi che abbiamo spiegato dopo l’apprezzabile commento di Giulio, ci siamo scusati per alcune frasi che sono state pronunciate in campo, ci sarebbe piaciuto altrettanto ricevere delle scuse per un episodio di cui il capitano A La Grange stesso dice “non ho detto che era vostra, me ne sono pentito e per correttezza non abbiamo esultato sul campo”, ma non importa; abbiamo recentemente citato il nome della vostra squadra usando la figura retorica dell’antonomasia, in modo assolutamente scherzoso e privo di livore e lo abbiamo riportato nella cronaca della partita, probabilmente creando fraintendimento, cosa che ha spinto Michele a dare il suo rispettabile punto di vista. Riprendo il concetto: è ora di finirla.
Probabilmente le nostre posizioni sono inconciliabili, per molti motivi e potremmo andare avanti per mesi a contrapporle senza trovare una soluzione che accontenti tutti. Quindi, finiamola. La ragione non starà tutta da una parte, tutti avremo commesso errori più o meno gravi, ma siamo persone civili e probabilmente incontrandoci in un momento diverso del torneo e con un diverso corso degli eventi avremmo vissuto più serenamente la sfida e la relazione, come è accaduto con molte altre squadre.
Quindi, per parte nostra, l’episodio è chiuso e non vorremmo più discuterne.
L’ideale, uso parole non mie, sarebbe quello di riuscire a “riscrivere una storia nata male”. Noi ci siamo iscritti a questo torneo. Vi invitiamo, dal momento che mi risulta che l’avventura al Libertas si sia conclusa anche per voi. Altrimenti ci auguriamo di potervi incontrare presto in altri contesti, anche prima del prossimo campionato, per un’amichevole e una birra. In caso, sapete dove trovarci.