Nello spogliatoio, dopo la partita, il silenzio è perfetto e agghiacciante. La delusione ammutolisce. Sotto la doccia si spiegano alcune cose leggendo i nomi dei bagnoschiuma, cose tipo “dolce natura”, “neutro delicato”… ecco, se una boccetta di quella roba ti aspetta silenziosa nel buio della borsa lasciata nel buio a timer dello spogliatoio non è che poi può fare la tigre in campo. Un uomo è il suo bagnoschiuma, in fondo. Per dirla con Feuerbach, siamo quello che ci detergiamo. Il rammollimento mentale e fisico ci attende in agguato dopo il fischio di ripresa del secondo tempo. Cervelli in pappa su gambe tremolanti. In ritardo su ogni pallone, burrosi su ogni contrasto, svagati nelle posizioni. Probabilmente gli avversari nella pausa tra i due tempi, fingendo di bere dalle nostre borracce, ci hanno sputato dentro del Coccolino, fatto sta che siamo solo l’ombra sbiadita della versione del primo tempo, in cui comodamente spadroneggiamo in ogni zona del campo, difendendo ordinatamente e impermeabilmente, se si dice, e arrivando a concludere parecchie volte, concedendoci anche il lusso di sperperare due tiri liberi. Peccato, perché eravamo anche riusciti a intrattenere rapporti di cordialità con un arbitro che ci ha fatto temere il rosso per Seba ancora prima del fischio d’inizio (tanto per dire, ha corretto la nostra disposizione attorno a lui durante la chiama). Peccato, perché vederci uscire dallo spogliatoio, nel falso tunnel verso il campo (un corridoio può bastare, con un po’ di fantasia) era stata una bella emozione, dopo un periodo di stand-by e due stuzzichini amichevoli. Forse avremmo fatto meglio a girare a sinistra, fuori dallo stanzino 12 e imboccare a testa alta la via che portava alla lezione di step, con le signore che sudavano in calzamaglia. Avremmo fatto bella figura e risparmiato un salasso zanzariforme. Ma ci piace ricordarci così, sorridenti e quasi vincenti (con un po’ di fortuna in più e un portiere avversario meno strepitoso sarebbe stata un’altra gara), come nel primo tempo. E anche un po’ così, come nell’incipit che parla della fine, silenziosi e delusi dopo la partita persa contro una squadra sicuramente ben messa e con elementi validi ma assolutamente alla nostra portata. Prendiamo le sensazioni positive dell’una cosa e facciamone obiettivo per il prossimo incontro; prendiamo quelle negative dell’altra e trasformiamole in determinazione per affrontare un ostacolo che si preannuncia molto alto, nella partita di mercoledì prossimo.
Le pagelle, severe, da oggi in avanti (ma con niente di personale).
Gio 6: In un paio di situazioni dice che avrebbe potuto fare meglio, al contrario del portiere della squadra avversaria non fa miracoli come in altre occasioni ma la sconfitta non è certo imputabile a lui
Dario 6,5: baluardo difensivo, sbaglia pochissimo, sfortunato in occasione di un rimpallo che diventa autorete. Prova senza fortuna le incursioni offensive.
Ibe 6+: svariona a causa della solitudine in cui viene lasciato su un paio di azioni e cerca di bucare la struttura con una pallonata di rabbia, si inventa un colpo di tacco alla Ray Charles in una zona pericolosa, ma per il resto è disciplinato ed efficace in difesa. Sciupa uno dei due tiri liberi.
Zacca 6+: molto preciso nel primo tempo, non perde mai la palla e difende con ordine sulla pericolosa ala sinistra avversaria. Un po’ in calo nella seconda metà, assecondando il trend della squadra.
Albi 7: il migliore, corre, recupera, difende, riparte, segna e fa assist. Un peccato non averlo in campo.
Lele 5: il cuore spinge a fare cose che la ragione sconsiglia e così il mister scende in campo con una zampa fessa e i risultati si vedono; ciò che normalmente connota in positivo le sue prestazioni difensive diventa il suo punto di debolezza. Si autodescrive come molle e così lo si vede, in effetti, in campo.
Olly 5,5: ci aveva incantato nell’ultima sfortunata uscita al Libertas, qui lascia più di un punto interrogativo.
Seba 6,5: guadagna una valanga di falli, come sempre, segna ed entra in molte azioni pericolose. Anche lui si fa parare il tiro libero.