Gio, 6: in una serata in cui tutti si comportano bene ma dove nessuno eccelle, anche il muro non compie i miracoli salva partita a cui ci aveva abituato. Si rimprovera un'uscita tardiva sul primo gol ma ne effettua un'altra preziosa nel secondo tempo. Inoperoso per lunghi tratti della partita
Dario, 6-: il re leone ha passato troppo tempo senza ruggire e una partita non gli è sufficiente a ritrovare la forma e sé stesso. E’ drammatico vederlo perdere un contrasto fisico in velocità sul primo goal ALG. Per il resto dalle sue parti è difficile passare, almeno finché non finisce il fiato e chiede il cambio.
Giangio, 6+: vederlo saltellare dopo il gran goal che rimette momentaneamente in equilibrio la partita è uno spettacolo, una festa per il cuore. Corre e si impegna, difende come sa e sulla seconda marcatura avversaria fa la faccia da “è stato più bravo, cosa potevo fare?”, che è l’altra metà di questo personaggio, umile e capace di riconoscere gli sbagli.
Zacca, 6: non trova la zampata, non sbaglia clamorosamente. Partita corretta e ordinata, ma abbastanza anonima, da parte di uno che spesso ha pescato il jolly in circostanze simili; sfortunato in occasione del goal che decide la partita.
Carlo, 6: v. Zacca. Il senatore non commette errori da matita rossa, ma si fa notare soprattutto più tardi, in pizzeria, con gustosi aneddoti sulle sue avventure al parco Rondoni più che in campo, dove si limita a fare il suo dovere, meglio in difesa che davanti.
Lele, 6-: io, confesso, il mister-mister di ieri sera non l’ho capito. Dopo un inizio in cui sembrava che sarebbe stata una passeggiata, sbandiamo vistosamente e cominciamo a soffrire 8 Bobaz che infatti ce ne farà tre prima della doccia. Non chiama un timeout, si distrae su quello chiamato dai nostri avversari e sembra a corto di idee per la fase difensiva. Come mister-giocatore, la solita corsa, il solito ronzare incessante per cucire i reparti, il solito prezioso lavoro.
Seba, s.v: che voto dare a uno che segna due goal ma non la passa mai? A uno che fa le risse in campo come un bambino e poi da dietro la rete, giustamente espulso, sorride e si giustifica dicendo che son quarant’anni che fa così e mai potrà guarire? Come si fa ad esprimere con un numero un giudizio a chi manda in vacca una partita come questa perché gioca solo con il cuore, ma questo è un gioco? Che voto mettere a chi sbaglia ma sa chiedere scusa? L’unica sarebbe fare una media e il risultato riuscirebbe solo a raccontare una mediocritas che non è nel personaggio e non c’entra nulla con la gara di ieri. Se siamo arrivati fin qui, lo dobbiamo certamente anche a Seba. Se ora siamo nella merda, lo dobbiamo certamente anche a Seba.
Olly, 6: stagione difficile quella di Crestina; lontano dal campo per rosei e paffuti motivi, al rientro trova spesso il suo posto naturale, là davanti, occupato da un bomber brizzolato ed efficace. Gli si chiede di sacrificarsi in un’altra posizione e lui lo fa, disciplinato e umile, ripiegando a difendere e ripartendo, come un Eto’o bianco, lavorando in fascia e meritando la fascia al di là di questa singola partita.